La premessa è che le infezioni non scompaiono da un giorno all’altro e che i pronto soccorso degli ospedali non si svuotano magicamente.Ma la curva dei virus respiratori, ora sostenuta principalmente dall’influenza, è in costante, seppur lentamente, in calo.
Lipoti Seremi Piemonte
Lo conferma il servizio epidemiologico regionale Ceremi Piemonte, che ieri ha pubblicato anche il suo ultimo rapporto.Nonostante la ripresa delle attività lavorative e scolastiche dopo le vacanze di Natale, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute nella terza settimana di quest’anno è leggermente diminuita rispetto alla settimana precedente e si mantiene ancora su un livello di bassa intensità.Dalla metà di dicembre l’incidenza è gradualmente diminuita, passando da un’intensità elevata a una bassa intensità.
Ma l'inverno è appena iniziato
Inoltre, "è importante considerare che l'inverno è ancora agli inizi e circolano molti virus respiratori diversi: questa situazione può portare in poche settimane alla diffusione di malattie respiratorie nella popolazione".Difficile però che si raggiungano i valori più alti registrati a metà dicembre: "Secondo i dati la possibilità di un picco stagionale è stata superata".
Pronto soccorso alto
Se è per questo, la tendenza al ribasso è confermata anche dai pronto soccorso, sempre presi ma nei quali si avverte un primo allentamento della pressione: dal Mauriziano al Maria Vittoria, per limitarsi solo ad un paio di esempi, confermano.
Numero: 703mila contagi e 829mila iniezioni
Quanto ai numeri, da metà ottobre i piemontesi con malattie respiratorie acute sono stati 703mila, 49mila nell'ultima settimana (12 gennaio – 18 gennaio).Segnalati, in ordine di frequenza: virus influenzali, Sars-CoV2, rinovirus, virus influenzale sinciziale, virus parainfluenzale, Sars-CoV-2, adenovirus e metapneumovirus.Sono oltre 800mila, per l'esattezza 829mila, i piemontesi finora vaccinati contro l'influenza.
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