Uno studio dell’Università di Bristol dimostra come mangiare meglio possa aiutare le persone e il pianeta: la produzione di alimenti ultra-processati nuoce all’ambiente e nuoce al benessere degli animali.
Ci sono troppe persone obese nel mondo, quindi il clima sta peggiorando. Il legame tra malnutrizione e inquinamento
Una ricerca dell’Università di Bristol mostra come una migliore alimentazione possa aiutare le persone e il pianeta: la produzione di alimenti ultra-processati danneggia l’ambiente e peggiora il benessere degli animali.
Mangiare bene non solo fa bene alla salute, ma può essere anche uno strumento molto efficace per combattere gli effetti del clima.Questo è quanto emerge da un nuovo studio scientifico dell'Università di Bristol pubblicato sulla rivista Frontiers in Science, che collega direttamente dieta, obesità e impatto ambientale.
Gli studi dimostrano che un sistema alimentare dominante basato su alimenti ultraprocessati ricchi di calorie ma poveri di nutrienti non solo promuove l’obesità e le malattie croniche, ma contribuisce anche in modo significativo alle emissioni di gas serra, al consumo di acqua e suolo, alla perdita di biodiversità e allo scarso benessere degli animali.
Entro il 2035, una persona su due nel mondo sarà in sovrappeso o obesa, mentre la produzione alimentare rappresenta un terzo delle emissioni globali se si considera l’intera catena di approvvigionamento: dall’uso dei terreni agricoli alla lavorazione, al trasporto fino all’imballaggio, dicono i ricercatori.
Il principale risultato dello studio riguarda la responsabilità individuale: l'obesità, sottolineano gli esperti, non è una scelta.Le persone, adulti e bambini, sono costantemente esposte al marketing aggressivo che promuove prodotti buoni, convenienti e dannosi.Per questo non basta affidarsi solo alla volontà.Secondo gli autori, le soluzioni dovrebbero essere sistematiche.
Tra le proposte: una tassa sugli alimenti ultra trasformati e sulle bevande zuccherate per rendere accessibile il cibo sano, mostrare etichette chiare sui rischi per la salute, limitare l’uso di questi prodotti tra i più giovani e promuovere alimenti ricchi di fibre e alimenti trasformati, meno di origine animale.Perché, conclude lo studio, la salute umana e la salute del pianeta sono ormai due facce della stessa medaglia.
