Non è solo l'aumento dei casi di epatite A a preoccupare il Lazio.In aumento anche il numero dei casi di epatite E, con un trend in aumento nel 2025. I dati sono nell'ultimo rapporto dell'Istituto superiore di sanità.
Epatite virale, casi in aumento a Roma e nel Lazio.Fattori e sintomi di rischio.Tutte le informazioni
Non è solo il forte aumento dei casi di epatite A a destare preoccupazione nel Lazio.Anche il numero di casi di epatite E è in aumento, con una tendenza al rialzo registrata nel 2025.
Non è solo l'aumento dei casi di epatite A a destare preoccupazione nel Lazio.In aumento anche i casi di epatite E, per i quali si è registrato un significativo trend in aumento nel 2025, principalmente da Abruzzo (27-29,3% del totale) e Lazio (16-22,8%).
I dati provengono dall'ultimo rapporto della Seieva, il Sistema Epidemiologico Integrato dell'Epatite Virale Acuta, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 26 marzo.
In aumento i casi di epatite A
La prima parte del rapporto è dedicata all'aumento dei casi di epatite A registrato nei primi mesi di quest'anno."L'analisi dei fattori di rischio riportati nei casi mostra come l'aumento dei casi osservato nel 2026 sia sostenuto principalmente dal consumo di prodotti ittici - si legge nel documento - 262 casi nei primi 3 mesi del 2026, rispetto ai 43 casi nello stesso periodo del 2024, rappresentando questo effetto nei primi 3 mesi del 2024."
L'onere è controllato principalmente da tre regioni: Campania, Lazio e Puglia. Si sa, soprattutto nella nostra regione, che i casi sono 120, di cui 50 a Roma (tra Asl Roma 1 e Roma 2). anche 15 giorni dopo la comparsa dei sintomi in questo soggetto".
Il Lazio, invece, diventa la regione con il maggior numero di casi di epatite A nel 2025: 150 (su 631 totali), seguita dalla Lombardia con 101. Le fasce d'età colpite sono gli anziani: 25-34 (19,7% dei casi) e 35-54 (30,3%). I fattori di rischio più segnalati, ha affermato Seieva, sono il consumo di animali acquatici (42,43%) e di pecore (27,17%), seguiti dai viaggi in aree a rischio cronico (23,3%).
In crescita anche l’epatite E
Lo scorso anno si è assistito ad un aumento anche dei casi di epatite E, di cui il Lazio si conferma tra le regioni leader, con 21 casi registrati nel 2025 su un totale di 92 (erano 70 l'anno precedente).Si tratta del secondo dato più alto dopo quello dell'Abruzzo (27).L’epatite E è una malattia sistemica che colpisce principalmente il fegato ed è causata dall’infezione da virus dell’epatite E (HEV).
I sintomi sono: stanchezza, vomito, nausea, perdita di appetito.In alcuni sottogruppi di pazienti, come i pazienti immunodepressi, può causare infezioni croniche.Durante l'infezione acuta in donne in gravidanza o persone con malattia epatica sottostante.
Pochi i dati nella nostra regione per quanto riguarda l'epatite B, dove nel 2025 si sono registrati 16 casi (i dati più alti in questo caso sono arrivati dalla Lombardia con 30 casi e dall'Emilia Romagna, 26).E per l'epatite C, solo due casi nel Lazio (in Lombardia il numero più alto registrato a livello nazionale, 20 casi).
Cresce l'allarme nel Lazio
Intanto crescono le cure nel Lazio per la situazione dell'epatite A. La Regione ha lanciato un segnale ai medici di base per aumentare la sorveglianza e aumentare la consapevolezza dei pazienti.Tra i sintomi da non sottovalutare, segnalati dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale di Roma, figurano: nausea continua, forte stanchezza, urine scure o pelle e occhi gialli."Per il momento non c'è alcun allarme", precisa però la Circoscrizione.
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