Accertata all’unanimità la correlazione tra la somministrazione del vaccino anti-Covid e una trombosi retinica: riconosciuta menomazione permanente e accesso ai benefici della Legge 210/92
Dalla vaccinazione Astrazeneca alla perdita della vista avvenuta nel caso di un insegnante di Caserta
Rivelata all'unanimità l'esistenza di una relazione tra somministrazione del vaccino anti-Covid e trombosi retinica: riconoscimento dell'invalidità permanente e accesso ai benefici della Legge 210/92
Un importante comunicato medico-legale è arrivato dalla Commissione Medica del Dipartimento Militare Forense di Roma, che ha riconosciuto ufficialmente un nesso causale tra il vaccino SARS-CoV-2 AstraZeneca anti-COVID-19 e il danno permanente agli occhi di un insegnante di Caserta.
La commissione riunita nella capitale ha confermato all'unanimità che la trombosi della vena centrale (OS) nella retina dell'occhio sinistro, avvenuta il giorno successivo alla seconda dose di vaccino, era direttamente correlata al vaccino.La conclusione ha portato al riconoscimento di un quadro clinico grave ed irreversibile.
Nel dettaglio, all'insegnante è stata diagnosticata un'ambliopia grave e permanente, con residuo visivo di 1/10, impossibile da correggere con lenti correttive, nonché atrofia del nervo ottico e notevole deterioramento del campo visivo.La diagnosi medico legale formalizzata è: “Reperto di trombosi della vena retinica centrale con residuo visivo di 1/10 non migliorabile con lenti”.
A seguito di tale valutazione è stato riconosciuto il diritto degli insegnanti ad accedere ai benefici previsti dalla Legge 210/92 su richiesta dell'Azienda sanitaria casertana.
Il lavoro è iniziato nel marzo 2023, quando il professore ha presentato una richiesta che combinava diversi documenti clinici - tra cui esami oculistici esperti, OCT, fluorangiografia e VEP - che mostravano l'insorgenza di patologia nelle immediate vicinanze dell'iniezione, in assenza di precedenti fattori di rischio.
La docente ha dichiarato: "Dopo anni di lotte e visite mediche, finalmente è stata riconosciuta la verità: il danno che ho sempre all'occhio sinistro è una conseguenza diretta del vaccino AstraZeneca. Ringrazio la Commissione per il suo rigore scientifico. Spero che questo rapporto possa aiutare anche altri nello stesso caso".
Soddisfazione ha espresso anche l'avvocato che ha seguito il caso, Antimo Buonamano dello studio legale BFI (Buonamano-Fusco-Izzo) di Cellola: "Si tratta di un risultato di fondamentale importanza. Abbiamo dimostrato con una documentazione clinica completa una relazione causale tra la somministrazione del vaccino e la trombosi retinica in assenza di fattori di rischio. La Commissione ha già confermato quanto ha fatto la letteratura unanime sulla decisione scientifica internazionale dei vaccini adenovirus e sui meccanismi della VITT".
Si tratta della cosiddetta vaccinazione contro la trombocitopenia, una malattia trombotica rara e grave associata ad alcuni vaccini vettori adenovirus, su cui stanno indagando l'Agenzia europea del farmaco e l'Agenzia italiana del farmaco.
Ora, come ha annunciato il legale, procederemo con ulteriori passi per ottenere tutti i risarcimenti e le tutele previste dalla normativa vigente, non solo per l'insegnante, ma anche per tutti gli altri soggetti che hanno vissuto episodi del genere.
Questo caso costituisce un importante precedente nel panorama medico e legale italiano e mira a provocare un dibattito sulla sicurezza, la responsabilità pubblica e la tutela dei vaccini.
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