Chi era John Davison Rockefeller, magnate del petrolio

Chi era John Davison Rockefeller, magnate del petrolio

Self-made man, ricchissimo, odiato, osannato, controverso. Chi era davvero John Davison Rockefeller? Il magnate che ha influenzato la storia americana a cavallo dell’ ‘800 e del ‘900 e che se oggi fosse vive vanterebbe un patrimonio da 340 miliardi di dollari? Nato l’8 luglio 1839 a Richford, New York, frequentò le non prestigiose scuole pubbliche. Dal padre William Avery, un medico impostore e libertino (considerato un traffichino dallo stesso John) imparò l’arte della contrattazione, dalla madre Eliza Davison il rispetto del denaro. Una combinazione che lo renderà l’uomo più ricco di tutti i tempi.

La nascita di un impero

In una delle tante interviste, John Davison Rockefeller raccontò: “A 8 anni allevavo, vendevo tacchini alla gente del posto e conservavo i soldi”. Un’abitudine che non perse nemmeno con il suo primo lavoro da contabile a 16 anni. Ma il suo intuito speciale per gli affari gli fece capire che il petrolio era il futuro. Una fonte di energia vergine su cui decise di investire fondando una raffineria insieme all’amico Clark. Era il 1859: la Guerra di Secessione era finita da poco, bisognava ricostruire e civilizzare le praterie dell’Ovest. Otto anni dopo, John Davison (insieme al fratello) è a capo della Standard Oil Company, la società che controllerà il mercato petrolifero americano e le estrazioni minerarie. Nasceva così l’epopea dei Rockefeller. L’amore per il denaro e l’abilità di anticipare i tempi, uniti a un’enorme spregiudicatezza, furono le doti che lo resero il “Signore dell’oro nero”. John Davison Rockefeller annientò i concorrenti offrendo il cherosene a un prezzo stracciato e mettendoli di fronte a un “aut-aut”: o vendevano a lui o fallivano. Spietato e insensibile a chi si indebitava o si suicidava nel vano tentativo di resistergli. Alla fine la Standard Oil conterà 22 raffinerie ovvero il 90% del mercato.

Il libro-denuncia e il massacro degli scioperanti

Il monopolio del magnate del petrolio John Davison Rockefeller era fondato su un mistero: come faceva a imporre e mantenere i prezzi del petrolio più bassi sul mercato? Sarà Ida Tarbell, giornalista figlia di un imprenditore di Cleveland che Rockefeller mandò sul lastrico, a distruggere il suo impero. Nell’ambiente già si vociferava di strani patti, ma lei fu l’unica a indagare e a scoprire come John Davison era diventato un capitalista senza scrupoli. Trovò l’anello debole in Henry H.Rogers, alto dirigente della Standard Oil con il vizio di parlare troppo e di mostrare documenti. In base a una rete di accordi top secret con alcune dogane e diverse società ferroviarie, i costi di trasporto (una delle voci più gravose) erano quasi azzerati. Intimidazioni e minacce non fermarono la Tarbell che pubblicò il libro “The Hystory of Standard Oil” rivelando quanto fosse corrotto Rockefeller.

Fu il primo durissimo colpo al magnate americano che pagherà anche il massacro nelle miniere di proprietà della Colorado Fuel e Iron Company (facenti capo alla Standard) a Ludlow in Colorado, il 20 aprile 1914. A seguito di uno sciopero, i minatori erano stati cacciati dagli alloggi della società e si erano accampati su solo pubblico. Le guardie private di John Davison Rockfeller, sotto gli occhi della Guardia Nazionale che non intervenne, li attaccarono a freddo sparando e appiccando il fuoco. Una carneficina: 20 morti, di cui 12 erano donne e bambini anche di 6 anni. Sull’onda dello sdegno dell’opinione pubblica, la politica fu costretta intervenire e a porre fine all’idea del capitalismo senza regole. La Corte Suprema dichiarò illegale il monopolio di John Davison Rockfeller ordinandone lo spacchettamento in 34 compagnie.

I due volti di John Davison Rockfeller

La sua incessante attività per accumulare denaro, le continue e stressanti negoziazioni lo fecero ammalare di alopecia e per non alimentare speculazioni sul suo stato di salute a 57 anni, passò la gestione delle aziende al figlio. Il Re del petrolio morì all’età di 97 anni, il 23 maggio 1937 ad Ormond Beach, ma riposa a Cleveland. Così come ha distrutto senza pietà intere famiglie, così è stato il filantropo più generoso che la storia ricordi. E’ stato calcolato che fino al 1927 abbia donato in beneficenza 550 milioni di dollari: Università (Harvard e Yale), ospedali, istituti di accoglienza per orfani. Milioni di dollari nei fondi per la ricerca medica che hanno permesso di trovare cure a malattie prima letali. Tra le curiosità: è stabilmente primo entrato nella classifica degli uomini più ricchi stilata dal Guinness dei primati e la Disney gli ha dedicato un personaggio: Rockerduck, il nemico di Paperon de’ Paperoni.

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